ufficio.eu

l'ufficio visto con i tuoi occhi

Categorie

Tutto quello che c’è da sapere sulle ferie

Diritto ferie retribuite

Tra gli argomenti fonti di controversie in ufficio ci sono, senza dubbio, le ferie. Vale la pena, quindi, di fornire alcune precisazioni e spiegazioni in proposito, così da sapere quali sono i diritti di chi lavora.

Ogni dipendente, nel corso dell’anno, ha diritto a un periodo di ferie retribuite, concesso dalla legge allo scopo di reintegrare le energie fisiche e psicologiche impegnate sul lavoro, come previsto dall’articolo 2109 del C.C.

Le norme impongono che il periodo di ferie minimo sia di quattro settimane all’anno, vale a dire 28 giorni di calendario (nel caso in cui vengano fruiti continuativamente). In ogni caso, ogni singolo contratto collettivo può stabilire dei limiti diversi, non scendendo mai sotto la soglia delle quattro settimane. Ciò vuol dire che c’è chi può ottenere più di 28 giorni di ferie, ma non meno. Non solo: la durata delle ferie può variare anche in funzione della qualifica del contratto, oltre che dell’anzianità di servizio.

Le ferie possono essere espresse dai contratti collettivi sotto forma di giorni lavorativi, di giorni di calendario o di settimane; nel caso in cui si faccia riferimento ai giorni lavorativi, viene considerata la settimana lavorativa composta da sei giorni anche quando si conta la settimana corta, e dunque comprendendo il sabato.

Entrando nello specifico della fruizione, due delle quattro settimane devono essere per forza godute nel corso dell’anno in cui sono state maturate, mentre le altre due devono essere godute entro i 18 mesi seguenti alla conclusione dell’anno in cui sono state maturate. Anche per questa circostanza, ad ogni modo, i singoli contratti collettivi nazionali possono stabilire condizioni differenti.

Per le quattro settimane, inoltre, è valido il cosiddetto divieto di monetizzazione: in pratica, la fruizione delle stesse non può essere rimpiazzata dall’indennità relativa, a meno che il rapporto di lavoro non si concluda o non si sia in presenza di altri casi previsti dalla legge. Poiché il lavoratore non può rinunciare al diritto alle ferie, qualunque patto contrario a ciò presente in un contratto di lavoro, sia esso individuale o collettivo, deve essere considerato automaticamente nullo. Diverso è il discorso per i giorni di ferie che vanno oltre il periodo legale minimo: in tal caso possono essere sostituiti dall’indennità relativa.

La definizione del periodo di ferie è di competenza del datore di lavoro, che è tenuto a mediare tra gli interessi del dipendente e le esigenze dell’impresa. Per questo, fissa il periodo di fruizione delle ferie, facendolo sapere al lavoratore in forma scritta.

Nel caso in cui si tratti di ferie individuali, il lavoratore può concordare un periodo che ritiene più congeniale, ma è essenziale che il datore di lavoro dia l’ok in proposito: se, invece, la proposta viene rifiutata, non è possibile assentarsi in maniera arbitraria.

Il datore di lavoro ha, ovviamente, la facoltà di definire in che modo debbano essere fruite le ferie collettive, scegliendo se l’attività aziendale verrà sospesa o se la produttività sarà garantita sempre.

Tra le assenze che permettono di maturare le ferie ci sono quelle per malattia e per congedo matrimoniale.

Lascia un commento

Tutti i campi sono obbligatori.
L'indirizzo email non verrà pubblicato