ufficio.eu

l'ufficio visto con i tuoi occhi

Categorie

Facciamo il punto sulle novità introdotte dal Jobs Act

Jobs Act

A quasi un anno dall’entrata in vigore vogliamo con questo post riassumere, astenendoci da valutazioni di tipo politico, le principali novità introdotte dalla nuova normativa sul lavoro detta Jobs Act.

Il nome potrebbe sembrare la semplice traduzione inglese di “norme sul lavoro” tuttavia si ricollega all’omonima riforma promulgata nel 2012 negli Stati Uniti d’America dal presidente Barack Obama. Si sa che agli statunitensi piace creare acronimi anche quando non ce ne sarebbe bisogno. In questo caso Jobs è l’acronimo di “Jumpstart Our Business Startups”.

I due provvedimenti, ad eccezione del nome, non hanno alcunché in comune infatti quello USA era limitato alle realtà industriali mentre quello italiano è relativo ad un progetto su più ampia scala.

L’obiettivo principale della riforma è andare ad apportare modifiche sostanziali al mercato del lavoro italiano in modo da creare occupazione, restituire fiducia alle imprese e portare l’Italia fuori dalla crisi che imperversa ormai da diversi anni.

Il Governo ha potuto agire, grazie ad una legge delega approvata nel dicembre 2014, su quattro temi principali:

  • ammortizzatori sociali;
  • servizi per il lavoro e politiche attive;
  • semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro;
  • sostegno alla maternità ed alla conciliazione dei tempi di lavoro e di vita.

Ammortizzatori sociali

Con la riforma, il Testo Unico sugli ammortizzatori sociali va a raccogliere (come avviene sempre quando si parla di Testo Unico in qualunque ambito normativo) tutte quelle norme specifiche definite in differenti testi legislativi.

Sono introdotte alcune novità relativamente alle integrazioni salariali: per quanto riguarda i lavoratori coinvolti da sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa, per accedere alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) sono necessari almeno 90 giorni di anzianità lavorativa per poter presentare la domanda di concessione.

Esiste una possibilità di deroga a questa condizione qualora si scelga di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) e solo se questa scelta deriva da eventi “oggettivamente non evitabili” nel settore industriale. È importante ricordare che anche gli apprendisti con contratto professionalizzate potranno accedere alle procedure di integrazione.

Disoccupazione e politiche attive

L’introduzione della Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego (NASPI) manda in soffitta la precedente ASPI creata con la riforma Fornero. La nuova versione dà maggiore copertura ed infatti è estesa a tutti i lavoratori subordinati, gli apprendisti, il personale artistico ed i soci lavoratori di coperativa. Esclusi per il momento personale a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione e gli operai agricoli.

La riforma introduce importanti modifiche nel modello organizzativo del mercato del lavoro. I nuovi centri per l’impiego diventano il centro nevralgico a cui le regioni affidano i compiti di stipula del “patto di servizio personalizzato” (contiene obblighi e contenuti del percorso di politica attiva cui il lavoratore deve obbligatoriamente partecipare pena la non fruizione dell’integrazione al reddito), profiling (misurazione della “distanza” del lavoratore dal job market), rilascio dell’assegno di ricollocazione, gestione della condizionalità.

È stata inoltre istituita l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) che dall’1 gennaio 2016 ha il compito di coordinare la rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.

Semplificazione delle procedure e degli adempimenti

Il Jobs Act spinge molto sulla telematizzazione degli adempimenti. In questo modo è possibile creare banche dati a cui amministrazioni, enti ed altri soggetti potranno accedere per effettuare controlli. In particolare l’articolo 16 del decreto sancisce che tutte le comunicazioni riguardanti il mondo del lavoro dovranno essere trasmesse per via telematica.

In particolare, i certificati medici potranno essere trasmessi direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente. La denuncia all’autorità di pubblica sicurezza sarà obbligatoria solamente con prognosi superiore a 30 giorni o in caso di infortuni mortali.

Viene definita la possibilità di cedere riposi e ferie maturate e non fruite a colleghi che ne avessero necessità (es. per assistere figli bisognosi di cure prolungate nel tempo).

Infine dimissioni e risoluzioni consensuali possono essere comunicate dal lavoratore utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito web del ministero e potranno eventualmente essere revocate entro 7 giorni.

Conciliazione dei tempi di lavoro e di vita

Il decreto estende la tutela della maternità/paternità. Essa prevede indennità per tutte le lavoratrici ed anche per le collaboratrici coordinate e continuative. In aggiunta a questo, diventa possibile attuare la flessibilità dei congedi obbligatori e parentali anche tramite congedi su base oraria. Inoltre il congedo di paternità è stato riconosciuto anche a lavoratori autonomi e professionisti.

Lascia un commento

Tutti i campi sono obbligatori.
L'indirizzo email non verrà pubblicato

Commenti

  1. Pingback: Indennità di malattia: diritti e doveri del lavoratore - Ufficio.eu