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Penne BIC: semplici ed affidabili da oltre 50 anni

Nonostante l’inarrestabile diffusione di smartphone, tablet e notebook la scrittura a mano è ancora (per poco forse) ampiamente utilizzata. E quando si parla di scrittura non si può non parlare di penne a sfera e del brand che più nel mondo le rappresenta: BIC. Ma quando e come sono nate le penne a sfera che utilizziamo tutti i giorni?

L’idea della penna a sfera

Fino al 1943 le uniche penne utilizzate erano quelle stilografiche che oggi sono un oggetto quasi da collezionisti ma che allora erano utilizzate da tutti con risultati alterni. Con le penne stilografiche era infatti fin troppo facile macchiare irrimediabilmente un foglio e rovinare il proprio lavoro.

Proprio per questo motivo László József Bíró (1899-1985) nel 1943 brevettò la prima penna a sfera ed è per questo che spesso, dalle persone un po’ più avanti con l’età, la penna a sfera è chiamata biro.

L’idea, come tutte le idee geniali, scaturì per caso ossia osservando un gruppo di bambini che giocava a biglie. Birò penso che si sarebbe potuto sfruttare l’inchiostro utilizzato per le rotative di stampa inserendo una piccola sfera nella punta della penna per renderlo più fluido.

La nascita delle penne BIC

In seguito alla pubblicazione del brevetto entrò in scena il barone francese (nato a Torino) Marcel Bich (1914-1994). Egli infatti acquistò e perfezionò il brevetto e creò il primo esemplare di penna BIC “Cristal” (1950) scegliendo di eliminare la “h” dal nome del brand. Subito iniziò la produzione su larga scala delle penne BIC (nell’impianto di Clichy dove ancora oggi vengono prodotte) e dal 1958 ci fu lo sbarco negli Stati Uniti. Dagli anni ’70 il gruppo BIC si dedica anche alla produzione di oggettistica di largo consumo come i famosissimi quanto incredibilmente semplici accendini o come i rasoi usa e getta.

Ad oggi, dopo più di 50 anni di attività e con più di 100 miliardi di penne vendute, la produzione non si è mai fermata e nonostante la digitalizzazione stia procedendo ad un ritmo incessante ci sarà sempre spazio per le penne BIC, magari come oggetti da collezione?

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