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Si può ancora lavorare da casa?

Relax! You’ll Be More Productive, con questo motto Tony Schwartz in un articolo apparso sul New York Times ci spiega come il segreto per migliorare la produttivà sta nel dosare sapientemente attività e riposo, sino a realizzare delle stanze in cui gli impiegati possano riposare, meditare e farsi un sonnellino.

Ma non finisce qui, Schwartz’s prevede tutta una serie di possibilità per i propri dipendenti tra cui il lavoro da casa almeno un paio di volte a settimana per aumentare la qualità del lavoro e di conseguenza la produttività.

Lo conferma uno studio della Stanford University su un azienda cinese la Ctrip, i cui dipendenti del call center sono stati incoraggiati a lasciare le postazioni fisse per lavorare da casa. L’esperienza, durata ben 9 mesi, ha evidenziato un aumento delle performance di risposta del 13%, un +9% delle ore lavorate e un +4% delle chiamate smistate al minuto.

E in Italia? Diciamo che la crisi di produttività dell’ultimo biennio ha costretto le aziende ad una riduzione dei costi favorendo lo sdoganamento, soprattutto per le neo mamme, della pratica del WorkFromHome favorita dal costante sviluppo dell’ecommerce, vero eldorado del WFH.

Mancano però ancora dei passaggi soprattutto nella forma mentis di un management ancora legato alle vecchie tradizioni di timbro e controllo, nella speranza che i nativi digitali modifichino il trend.

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