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La storia del correttore liquido e del correttore a nastro

Storia del correttore o "bianchetto"

Il correttore è uno strumento indispensabile in ogni ufficio. Chiamato anche “bianchetto”, permette di correggere errori commessi in fase di scrittura o di battitura. Proprio per questa sua caratteristica non è possibile utilizzarlo su documenti ufficiali come test per concorsi, esami di stato, documenti delle amministrazioni pubbliche, eccetera. Una volta applicato non è più possibile sapere quali caratteri sono stati oggetto di correzione.

La storia del bianchetto inizia nel 1951 negli Stati Uniti, per la precisione a Dallas. Qui una segretaria di nome Bette Nesmith Graham (madre del musicista e produttore dei The Monkees Micheal Nesmith) si mise alla ricerca di un prodotto che le consentisse di correggere rapidamente gli errori di battitura che venivano commessi utilizzando la macchina da scrivere.

Sfruttando i materiali utilizzati durante il suo lavoro notturno di disegnatrice, iniziò a miscelare tempere per cercare una tonalità che si avvicinasse il più possibile al colore della carta. Dopo esserci riuscita riempì una boccetta per smalto con il composto e lo portò in ufficio. Il prodotto riscosse un successo incredibile tra le colleghe e questo spinse Bette a distribuire la sua invenzione con il nome di Liquid Paper (carta liquida).

Dopo aver proposto il suo prodotto alla IBM, che rifiutò, Bette continuò la produzione in proprio e alla fine riuscì a vendere la Liquid Paper Corporation alla Gillette Corporation per ben 47,5 milioni di dollari nel 1979.

I correttori sono ancora utilizzatissimi anche se ne sono state sviluppate nuove tipologie, differenti rispetto alla creazione di Bette. Oggi esistono 3 tipologie di correttori:

  • correttore liquido (a pennello): questa tipologia è esattamente quella inventata nel 1951. La tempera viene distribuita tramite un pennello (che è praticamente identico a quelli utilizzati per gli smalti per unghie). Potendo dosare la quantità di tempera applicata, questa tipologia di correttore consente di coprire maggiormente i caratteri errati. D’altro canto risulta difficile distribuire in maniera omogenea la tempera che necessita di un tempo abbastanza lungo per asciugarsi completamente.
  • correttore liquido (a penna): questo bianchetto ha le sembianze di un pennarello (cioè presenta un serbatoio per il liquido) e funziona in modo simile ad una penna a sfera. Anche in questo caso infatti delle “sferette” presenti nella punta, una volta premute, consentono il passaggio del liquido. Questa tipologia ha una maggior durata per il limitato tempo in cui il liquido è a contatto con l’aria tuttavia presenta tempi di asciugatura più lunghi.
  • correttore a nastro: in questo caso la tempera adesiva è posta, con uno strato sottilissimo, su un nastro e viene rilasciata tramite un dispenser creato ad hoc. L’asciugatura di questa tipologia è istantanea tuttavia può essere necessario ripassare più volte per coprire errori molto marcati.

Con l’avvento dei computer l’utilizzo dei correttori è sempre più limitato all’ambito scolastico, ma quando ci sono piccole correzioni da effettuare sono ancora lo strumento prediletto anche in ufficio! E tu, quante tipologie di correttori hai sulla tua scrivania?

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