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La rivoluzione delle graffette: dalla clip in acciaio agli allegati

La rivoluzione delle graffette

Oggi ci occupiamo di un oggetto di cancelleria che in più di 150 anni dalla sua creazione non ha mai cambiato la propria natura. La graffetta nasce infatti nella seconda metà dell’Ottocento e da allora, a parte piccole rivisitazioni da parte di alcune case produttrici, è rimasta sempre uguale tanto da diventare, in epoca recente, il simbolo degli allegati nei messaggi di posta elettronica.

Prima dell’invenzione della graffetta o clip per tenere insieme più fogli si era soliti utilizzare spilli di ferro il cui costo era crollato grazie all’industrializzazione del processo di produzione degli oggetti ferrosi. Seppur economici, gli spilli avevano due importanti svantaggi: per prima cosa, per riuscire a tenere insieme i fogli, era necessario forarli. In secondo luogo, con il passare del tempo, il ferro tendeva ad arrugginire danneggiando irrimediabilmente la carta.

Verso la fine dell’Ottocento una spinta notevole al progresso tecnologico fu dato certamente dall’incredibile crescita della produzione dell’acciaio. Questo materiale, decisamente più versatile del ferro, consentì la creazione di oggetti fino ad allora impensabili e, tra questi, ci fu anche la graffetta.

Nel 1899 in Germania il norvegese Johan Vaaler creò un oggetto molto simile alla clip che conosciamo oggi ma dalla forma più squadrata. Sempre nel 1899 William Middlebrook (della Gem Manufacturing) ottenne il brevetto non per l’invenzione della clip ma per il macchinario che permetteva di produrre tale oggetto. Poco tempo dopo Middlebrook vendette il brevetto alla Cushman & Denison, azienda che si occupava della produzione di articoli da ufficio, che iniziò la vendita delle graffette nel 1904 utilizzando il nome commerciale di Gem Clips.

Negli anni successivi furono moltissimi i brevetti relativi a graffette dalla forma leggermente modificata ma nessuna di queste raggiunse il successo dell’originale che prosegue ancora oggi e che è certamente dato dalla sua semplicità riassunta in poche parole da Sara Goldsmith:

“Piegato in questa forma, il filo di acciaio era abbastanza pieghevole da aprirsi, permettendo alla carta di infilarsi tra i suoi giri, ma abbastanza elastico da stringere ancora i fogli insieme.”

L’unica forma alternativa che riscosse un tiepido successo fu quella che presentava un’estremità a punta ed una piatta. Questo successo fu tuttavia limitato alla sola Europa e mai raggiunse gli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 1850 l’azienda Dell’Era si specializzò nella produzione di prodotti derivati dal filo di ferro tra cui i “fermagli Leone” proposti in diverse dimensioni e con differenti finiture superficiali (ottonatura, nichelatura, zincatura ecc.).

Il successo della graffetta sembra non avere fine e probabilmente si cesserà di utilizzarla solamente quando si concluderà il passaggio dal cartaceo al digitale. Certo è che questo momento sembra ancora molto lontano e fino ad allora potremo sempre contare sulle care vecchie clip per raccogliere insieme i nostri fogli!

PS: escludendo gli allegati email, vi ricordate a cosa serviva la clip più famosa (e anche un po’ fastidiosa!) che potevate trovare sul vostro computer?

Clippy di Word

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