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Il Capo Ufficio mi sta addosso…

Il capo ufficio mi sta addosso:

“[…] fammi 20 fotocopie di questo documento, 10 di quest’altro e 5 di questo: veloce che mi servono subito. Quando hai finito mi serve avere il report completo dell’analisi economica del progetto ‘SERPICO’ ed entro sera ho assolutamente bisogno del foglio excel con la lista completa di tutti i prodotti di packaging necessari per la fiera della prossima settimana. Quando hai tempo chiama Mr. Berry e vedi se si può spostare a mercoledì l’appuntamento che abbiamo per domani.”


Lui parla, ordina e se ne sta seduto alla sua scrivania contornato da fermacarte in argento, portamatite e blocchetti post-it da tutte le parti. La stilografica è sempre ben posizionata accanto al planning giornaliero pronta ad appuntare mille cose da far fare. Davanti a lui il suo iMac fisso sulla pagina della borsa in compagnia del suo iPhone5 e, poco distante, del suo iPad.

Io eseguo alla lettera tutto ciò che mi ordina, ma sono le 10:50 e sogno di sfiorarti dolcemente, di accarezzare il tuo profilo con le dita, di respirare il tuo odore e finalmente le 11:00! Pausa caffè!

Entrare in saletta break è una liberazione e vedere lei, là, ferma immobile che sembra solo aspettare di essere toccata e accarezzata, è una visione celestiale. Ora sì, ti posso sfiorare e accarezzare come sognavo solo pochi minuti fa… caffè lungo 22, caffè ristretto 23, caffè macchiato 24, mocaccino 25, bevanda al gusto thè 26, bevanda al gusto cioccolato 27. È sempre lo stesso numero, il 23, che vado a schiacciare con la sicurezza di chi sa cosa vuole.

La stessa certezza con cui pochi secondi prima ho inserito la chiavetta che riporta un credito di 0,90€. “È possibile prelevare il prodotto” si legge sul display dopo aver ascoltato per una ventina di secondi il suono, a dir la verità poco romantico, della preparazione del caffè. Necessito di quella caffeina fino all’ultimo milligrammo. Il bicchiere di plastica non ha consistenza tra le dita e al tatto non da certo l’impressione di essere il miglior contenitore in cui bere un buon caffè. Ma che non sia un buon caffè lo si può scoprire subito al primo sorso: il sapore greve, dal retrogusto poco gradevole assopisce un poco la voglia di questa esotica bevanda che solo pochi secondi prima mi prendeva l’intero cervello. Ma ne ho bisogno, è la pausa che lo richiede e in fin dei conti non ne posso fare a meno.

Se si chiama pausa caffè ci sarà pure un motivo, no? E infatti una volta ingurgitato in un sorso, nonostante tutto, mi sento meglio e sono pronto a tornare ad affrontare ciò che resta della mattinata fino alla pausa pranzo. Un ultimo sguardo è sempre rivolto a lei, sempre là, immobile, e pronta ad aiutarti in questi momenti, il mio sogno costante di tutti i giorni mi aspetterà anche domani per uno dei “magic moment” della mia giornata.

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