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PC, microfono, videoproiettore e.. puntatore laser

Puntatore laser wireless

Quando bisogna tenere una presentazione ci sono alcuni strumenti diventati ormai di uso comune che non possono assolutamente mancare: PC, microfono, videoproiettore e…puntatore laser!

Da quando le suite software per l’ufficio hanno reso semplicissimo creare presentazioni complete ed accattivanti in pochissimo tempo e da quando i prezzi dei videoproiettori sono diventati abbordabili sono andati in pensione lucidi e lavagne luminose.

Se una volta ci si fermava nei pressi della lavagna luminosa per parlare ed indicare gli elementi della slide, al giorno d’oggi spesso si passeggia su e giù per il palco tenendo in mano solamente un telecomando.

Grazie a questo è possibile infatti controllare il flusso delle slide e, soprattutto, utilizzare il puntatore laser che consente di indicare in maniera chiara l’argomento di cui si sta parlando direttamente sull’immagine mostrata dal videoproiettore.

Il laser viene spesso usato con leggerezza ma è uno strumento che invece deve essere utilizzato con cautela perché può provocare notevoli danni alla vista.

Laser è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce tramite emissione stimolata di radiazioni) e tutti i dispositivi che utilizzano questo tipo di tecnologia devono essere sottoposti a severi test per l’approvazione e la messa in commercio.

I laser comunemente disponibili sul mercato sono di potenza inferiore a 1 mW e di colore rosso (lunghezza d’onda tra 620 e 780 nm), verde (lunghezza d’onda 532 nm) oppure blu (lunghezza d’onda tra 406 e 482 nm).

La classificazione dei dispositivi laser è la seguente:

Tabella classificazione laser

Per dispositivi con potenze superiori a 1 mW sono richieste misure di sicurezze particolari mentre per tutti i laser delle classi 3B e 4 è necessaria la dotazione di sistemi di stabilizzazione permanenti.

L’occhio umano è fornito di un meccanismo di difesa naturale detto “riflesso palpebrale” che attiva la contrazione involontaria della palpebra dopo la stimolazione esterna. Questo meccanismo ha un tmepo di risposta di 0.25 secondi.

Grazie al riflesso palpebrale si evita il danneggiamento della cornea in caso un laser di classe 2 colpisca direttamente l’occhio. Questo perché potenze inferiori a 1 mW per meno di un quarto di secondo non provocano danni.

Se tuttavia questo meccanismo non si attiva le conseguenze possono essere davvero gravi e comportare danni importanti alla vista.

Quando si presenta in pubblico sono quindi due le cose importanti da ricordare:

  • utilizzare solamente prodotti certificati CE e con potenze inferiori a 1 mW
  • puntare solo il punto in cui è proiettata la presentazione ed evitare in ogni modo di indirizzare il raggio verso il viso delle persone.

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