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Come accogliere un nuovo collega in ufficio?

Nuovo collega in ufficio

Accogliere un nuovo collega in ufficio nel migliore dei modi è fondamentale per instaurare un clima positivo sul posto di lavoro e contribuire al successo del cosiddetto team building. Vale la pena di provare a rendere piacevoli i primi giorni di lavoro di una nuova persona, cercando di farla sentire a proprio agio e, soprattutto, utile.

Non c’è niente di peggio, per un dipendente che è stato appena assunto, che essere piazzato a una scrivania davanti a un computer senza niente da fare. Non si può non tenere conto, poi, delle sensazioni contrastanti che può provare: l’ansia di piacere a tante nuove persone, ma anche il desiderio di fare bella impressione, la paura di deludere i capi, l’agitazione per un lavoro non conosciuto, e così via.

Risulta indispensabile, quindi, fare in modo che il nuovo collega al suo arrivo trovi tutto pronto: una scrivania e un computer dedicati, per esempio, così che possa mettersi subito all’opera, ovviamente con un affiancamento dedicato. Può essere utile, poi, cercare di fare ambientare l’ultimo arrivato offrendogli un tour dell’ufficio o dell’azienda: una strategia importante non solo per le presentazioni con i colleghi, ma anche per permettergli di prendere confidenza con gli ambienti e con i locali. Non trovare la strada per la mensa il primo giorno di lavoro potrebbe essere un po’ imbarazzante.

L’incontro con il nuovo collega potrà avvenire in una riunione organizzata ad hoc o, più semplicemente, tramite delle presentazioni informali. Occorre cercare il giusto compromesso tra un approccio troppo distaccato, che potrebbe trasmettere una certa freddezza, e una familiarità esagerata, che stonerebbe. Il suggerimento sempre valido è quello di non dare troppa confidenza, almeno all’inizio, prima di cominciare a conoscere la persona: in questo modo si evitano rischi inutili e, soprattutto, si prevengono gaffe o situazioni imbarazzanti. Non è detto, infatti, che tutti apprezzino allo stesso modo contatti troppo ravvicinati.

Bisogna, poi, provare a capire con che tipo di persona si ha a che fare: un ambizioso? un timido? un riservato? un giocherellone? In qualsiasi caso, è opportuno indirizzare il nuovo collega su una buona strada che sia utile per tutti: di fronte a un ragazzo appena laureato che ha il terrore di sbagliare o di essere rimproverato per degli eventuali sbagli, per esempio, può essere utile un atteggiamento amichevole, volto a offrirgli conforto e a rassicurarlo, mentre in presenza di un ragazzo un po’ troppo esuberante sarà bene metterlo in riga sin dal primo istante.

Accogliere un nuovo collega, dunque, è meno semplice di quel che si possa pensare: l’ideale sarebbe quello di non spaventarlo e di farlo sentire subito utile, spiegandogli quali saranno le sue mansioni, a quali aspetti dovrà prestare più attenzione, con quali clienti si troverà a trattare, quali dirigenti evitare, e così via.

Mischiare formalità e informalità, informazioni personali e informazioni professionali è il modo migliore per stabilire sin dal primo momento un rapporto il più possibile proficuo e redditizio anche sul piano umano.

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