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Cos’è e come affrontare la sindrome da burnout?

Stress sul lavoro e sindrome di bornout

Il lavoro d’ufficio può portare, talvolta, a situazioni di stress eccessive: nei casi più gravi, c’è anche il rischio di incappare in vere e proprie patologie. È il caso, per esempio, della sindrome da burnout, malattia che costituisce la conseguenza di un processo stressogeno e che può portare – secondo la definizione di Maslach e Leiter – a un deterioramento delle emozioni che vengono associate al lavoro, a un deterioramento dell’impegno nell’attività che si svolge e a problemi di adattamento al lavoro. Si tratta, in sostanza, di una sindrome da stress che, se non viene trattata in modo adeguato, può dare vita a un processo di logoramento, lento ma costante, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico.

La carenza di energie si abbina, quindi, alla perdita delle capacità di sostenere lo stress che nel corso del tempo si è accumulato: stress che, dunque, non può essere scaricato. “Burnout” in inglese vuol dire “bruciarsi”: è evidente il significato di tale espressione, se si considera che questa sindrome può implicare una depersonalizzazione, un esaurimento emotivo, una sensazione di mancata realizzazione individuale e un atteggiamento caratterizzato da cinismo. Può accadere, per esempio, che la persona colpita da questa patologia voglia sfuggire sempre di più l’ambiente di lavoro, reputando l’ufficio come un posto ansiogeno. L’impegno dedicato all’attività che si svolge è sempre minore, così come l’interesse e l’entusiasmo che vengono manifestati: insoddisfazione e frustrazione sono due caratteri dominanti, e al tempo stesso si palesa anche un decadimento fisico: dalla depressione all’insonnia, sono molti i sintomi psicosomatici che possono emergere.

Uno degli aspetti più gravi della sindrome da burnout è che i disagi che inizialmente si avvertono solo in ambito professionale con il passare dei giorni e dei mesi vengono involontariamente traslati anche sul piano personale: non a caso nelle persone colpite da burnout sono frequenti gli episodi di alcolismo, di abuso di sostanze psicoattive e addirittura di tentativi di suicidio. L’identificazione del burnout può essere accompagnata anche da una misurazione eseguita tramite la scala di Maslach: si tratta di un questionario composto da una ventina di domande che hanno lo scopo di comprendere se si sono instaurate nella persona le dinamiche tipiche del burnout.

Le motivazioni che possono determinare l’insorgere di tale patologia sono molteplici: la più comune è senza dubbio quella relativa a un carico di lavoro esagerato, con richieste che sono impossibili da sostenere e che quindi assorbono tutte le energie della persona, fino a rendere impossibile recuperarle. Altri fattori significativi sono la mancanza di controllo (sulle risorse o sui propri sottoposti) e quindi di autorità, la sensazione di impotenza (in base alla quale il lavoratore pensa di non essere in grado di influenzare l’esito delle attività di cui si occupa) e un riconoscimento che viene percepito come non adeguato. Un altro aspetto importante va individuato nella mancanza di equità: in pratica, se nell’ambiente di lavoro si verifica una mancanza di equità tra i colleghi (per esempio negli stipendi), qualcuno può sperimentare una condizione di disadattamento.

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