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Chi è e cosa fa un organizer?

Professional Organizer

Quella dell’organizer è una figura professionale recente e ancora poco diffusa nel nostro Paese, ma – proprio per questo motivo – caratterizzata da prospettive di crescita più che interessanti.

Questo tipo di mansione è nato negli anni 80 negli Stati Uniti, per poi diffondersi in Gran Bretagna, Australia, Germania, Paesi Bassi e Giappone.

In un ufficio, il compito di un professional organizer è – come si può intuire dal nome – quello di fare ordine. Egli, cioè, aiuta a districarsi e a destreggiarsi tra impegni che si sovrappongono, mansioni che si accavallano e documenti che si smarriscono.

Dal momento che in molte occasioni situazioni di questo genere finiscono per essere foriere di tensioni e problemi, l’aiuto di una figura esterna si può rivelare alquanto utile.

D’altro canto, in un ufficio meglio organizzato si ha la possibilità di lavorare in modo più efficiente e, soprattutto, più facilmente. Non tutti sono in grado di concentrarsi e di essere produttivi tra desktop di computer pieni di icone, scrivanie affollate, cestini reali e virtuali zeppi di cose da buttare e cassetti che faticano a contenere i documenti.

L’ordine è una necessità ma anche un impegno che non tutti riescono a rispettare.

In Italia esiste anche l’Apoi, cioè l’Associazione Professional Organizer Italia, che è stata fondata da Irene Novello, Silvia Bucci e Sabrina Toscani nell’autunno del 2013.

ome funziona l’incontro tra un organizer e chi gestisce un ufficio?

Dopo il primo contatto telefonico si stabilisce un incontro di valutazione che prevede un sopralluogo dell’ufficio stesso, finalizzato a comprendere le esigenze che devono essere soddisfatte ma anche il tipo di contesto in cui ci si trova a operare. Insieme, l’organizer e i responsabili dell’ufficio decidono cosa può essere riciclato e di cosa, invece, ci si può sbarazzare in maniera definitiva.

L’organizzazione, per altro, può riguardare non solo gli spazi, ma anche i tempi: quello che conta è sfruttare e mettere in pratica i suggerimenti ricevuti.

Ovviamente, molto dipende dal background. Non è un caso, per esempio, che tra gli organizer vi siano consulenti aziendali e, soprattutto, informatici, in grado di mettere ordine nei computer e nei dispositivi elettronici impiegati sul posto di lavoro.

Il bisogno di ottimizzare si coniuga con il benessere che può derivare da un ambiente in ordine: la gestione del lavoro e degli impegni correlati è così importante che solo negli Stati Uniti esistono più di 4mila organizer (che si occupano non solo di spazi professionali, ma anche della vita privata dei propri clienti).

Per quel che riguarda i costi, le tariffe – come si può immaginare – sono variabili e cambiano a seconda dei casi e della mole di lavoro con cui si ha a che fare. I fattori in gioco in una consulenza sono molteplici, non solo in funzione del tipo di aiuto che si richiede, ma anche dei tempi da rispettare, delle esperienze precedenti degli organizer, e così via.

In qualsiasi situazione, però, il punto di partenza è rappresentato dagli individui, che possono essere più produttivi e fare la differenza solo se ben organizzati.

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